Il mondo del calcio è pieno di storie riguardanti calciatori che avrebbero essere dei campioni assoluti ma si sono fermati a metà strada senza mai spiccare il salto decisivo. Nella categoria degli “eterni incompiuti” un posto di primo piano è occupato da Mirko Vucinic: dotato di una gran classe, il montenegrino ha giocato principalmente da attaccante esterno e, all’occorrenza, da prima punta scrivendo pagine importanti in Italia con le maglie di Roma e Juventus ma senza consacrarsi mai del tutto.

Mirko Vucinic alla Juventus
Fonte: giornale online Calcioweb.eu

– Gli inizi in Montenegro e gli anni in Puglia

L’attaccante nasce il 1° ottobre del 1983 a Niksic, in Montenegro, e cresce nelle giovanili del Sutjeska mostrando subito di possedere un talento non comune. Nel 1999 gioca la prima partita con la squadra maggiore (diventando così il più giovane giocatore del campionato serbo-montenegrino) e mette subito a segno una rete per chiudere poi la stagione con quattro gol in nove presenze totali. Le prestazioni del giocatore montenegrino vengono notate da Pantaleo Corvino che, nel 2000, lo porta al Lecce. È la rampa di lancio per Mirko Vucinic: l’attaccante esordisce in Serie A ancora diciassettenne il 18 febbraio 2001 nella sconfitta esterna contro la Roma.

Con l’arrivo di Zdeněk Zeman e la sua visione di gioco offensivo, nel 2004/05 la punta vive la migliore stagione realizzativa con i giallo-rossi: il montenegrino segnerà 19 gol in 28 presenze, tra cui la famosa tripletta alla Lazio. La squadra concluderà l’anno in undicesima posizione e l’attaccante diventerà il miglior marcatore dei pugliesi in un singolo torneo eguagliando Chevanton. L’anno successivo, dopo trentasette presenze e dieci reti totali, Vucinic passa alla Roma.

– Mirko Vucinic e la Roma: trofei e scudetti mancati

L’affare tra Lecce e Roma viene ratificato il 30 agosto 2006: Vucinic passa in prestito ai romani che un anno dopo riscatteranno metà del cartellino per 19,6 milioni di euro. In cinque anni con i capitolini l’attaccante capitalizza 46 reti in 147 presenze totali. Dopo l’operazione al menisco, dovuta ad un infortunio tedioso che lo perseguitava già dai tempi del Salento, il primo gol in giallorosso arriva il 28 gennaio 2007 in casa contro il Siena. Il 4 aprile Vucinic segna anche il primo gol europeo ottenendo così la vittoria contro il Manchester United nell’andata dei quarti di finale di Champions League.

La stagione si conclude con l’arrivo della Roma ai quarti europei (anche grazie alla doppietta dell’attaccante ai danni della Dinamo Kiev ed al gol che eliminerà il Real Madrid), l’eliminazione per mano dello United poi campione e la conquista della Coppa Italia mentre quella successiva si apre con il trionfo in Supercoppa italiana contro l’Inter. Questa serie di avvenimenti fa diventare Mirko un punto fermo della Roma che sfiorerà lo scudetto, anche grazie ai suoi nove gol, oltre a vincere la seconda Coppa Italia consecutiva.

La migliore stagione con la squadra capitolina è quella 2009/10: la Roma giungerà di nuovo ad un passo dallo scudetto e il montenegrino segnerà 14 gol. Il suo ultimo anno romano è caratterizzato da prestazioni altalenanti che lo fanno uscire spesso tra i fischi.

Vucinic in contrasto con Oddo
Vucinic in contrasto con Oddo. Fonte: giornale online Calcioweb.eu

– Gli scudetti alla Juventus

La storia di Vucinic con la Roma non finisce nel migliore dei modi: il giocatore ha delle incomprensioni con lo staff tecnico e, il 1°agosto 2011, passa alla Juventus. A Torino l’attaccante rimane per tre stagioni e mette a segno, però, solo 21 gol in 75 presenze. Nonostante ciò il montenegrino contribuisce alla rinascita dei bianconeri che, dopo anni di anonimato, riescono a vincere lo scudetto per tutto il triennio ed agguantano anche la Supercoppa italiana per due volte.

Il 31 agosto 2013 realizza il suo centesimo gol nei campionati professionistici italiani ma concluderà la stagione con solamente due gol in dodici apparenze. Si fa male di nuovo al ginocchio e rimane fermo per più di un mese fino al “fattaccio” del mercato di gennaio: Juventus e Inter si accordano per lo scambio Guarin – Vucinic.

Mirko svuota l’armadietto e saluta i compagni ma, a causa di un’insurrezione dei tifosi interisti contrari allo scambio, l’accordo salta e l’attaccante resta a Torino pur sapendo che avrebbe dovuto aspettare la fine del campionato per cambiare ambiente. Un bello smacco per il giocatore, salta così quella che sarebbe stata la sua ultima esperienza in una squadra con una storia importante alle spalle.

– La nazionale

Anche in nazionale l’attaccante ha vissuto alti e bassi infatti è uno dei due montenegrini convocati della Serbia e Montenegro per il campionato del mondo del 2006 ma è costretto a saltare il torneo per via di un infortunio. In seguito alla scissione dalla Serbia e la nascita dello stato del Montenegro,  l’attaccante diviene il capitano della modesta nazionale e segnerà il primo gol in assoluto della selezione nella prima partita amichevole contro l’Ungheria. Nonostante i gol fatti con continuità nelle qualificazioni, la squadra non riesce a qualificarsi per nessun europeo né mondiale.

Vucinic capitano del Montenegro
Vucinic capitano del Montenegro. Fonte: giornale online Calcioweb.eu

– Fine e rimpianti di una carriera altalenante

Nell’estate del 2014 il giocatore si trasferisce al club arabo dell’Al-Jazira dove tre anni dopo, nel 2017, concluderà la carriera da calciatore professionista. Si conclude così la storia calcistica di un giocatore che ha lasciato il segno in ogni squadra in cui ha militato ma che ha anche fatto rimanere tutti con l’amaro in bocca. A Lecce, Roma e Torino Mirko Vucinic ha sempre alternato grandissime prestazioni ad altre abuliche in cui era un vero e proprio peso per la compagine di appartenenza.

La carriera dell’attaccante è sempre rimasta in sospeso, ferma nell’aria, in attesa di un definitivo salto di qualità che non è arrivato mai, un vero e proprio spreco di talento. Nonostante tutto, Vucinic verrà ricordato come “il calciatore in pantofole”: classe ed incisività da vendere negli ultimi trenta metri di campo ma anche tanta discontinuità della quale sembrava fare una vera e propria apologia.

Autore

Mi chiamo Filippo Orlandi, ho 24 anni e vengo da Roma. Cresciuto a pane, calcio e Totti sono un tifoso della Roma, ma sono anche un appassionato di sport e seguo il calcio in ogni sua espressione. Frequento il corso di Laurea Magistrale in Organizzazione e Marketing per la Comunicazione d’Impresa. Da qualche anno mi interesso di marketing digitale di cui la SEO è una componente fondamentale. Cerco, dunque, il mio posto nel mondo tentando di unire le mie due passioni: calcio e digital.

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