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Il 10 maggio 2019 si è ritirato Sergio Pellissier. La sua ultima stagione in Serie A si è conclusa con la retrocessione del Chievo Verona, squadra di cui era capitano e che lo ha visto diventare bandiera e leggenda. In quest’articolo abbiamo deciso di ripercorrere la carriera di uno degli attaccanti più longevi e sottovalutati del campionato nostrano.

Sergio Pellissier sanguinante a bordo campo durante Juventus - Chievo Verona dove segnerà una tripletta
Sergio Pellissier sanguinante a bordo campo durante Juventus – Chievo Verona dove segnerà una tripletta. Fonte: flickr.com, Autore: Carlo “Granchius” Bonini [CC BY-SA 2.0]

– Da Aosta a Verona

Il cognome Pellissier è di origine francese, significa “pellicciaio” ed è molto in voga in Valle D’Aosta. Proprio il capoluogo della regione, il 12 aprile 1979, dà i natali all’uomo destinato a far parte della storia dei grandi bomber di provincia: Sergio Pellissier. L’avventura calcistica dell’attaccante ha inizio nel 1996 nelle giovanili del Torino dove rimane fino al 1998 per poi fare il suo esordio in Serie B contro la Salernitana. Sin da subito il giovane mette in mostra la propria rapidità e la grande abilità negli inserimenti che fanno di lui un’ottima seconda punta.

Nel ’98 la punta passa al Varese (club militante in Serie C1) dove rimarrà per due stagioni calcistiche prima di essere acquistato dal Chievo che deciderà di girarlo in prestito alla Spal nel 2000. Nei due anni passati a Ferrara Pellissier segnerà 17 reti in quarantaquattro presenze (collezionate in C1) e diventerà a tutti gli effetti una delle poche note liete della società emiliana in quegli anni. L’ottimo rendimento metterà il giocatore talmente in luce al punto che nel 2002 la squadra detentrice del cartellino lo richiamerà a Verona per dare inizio alla lunga storia d’amore tra Sergio Pellissier ed il Chievo

– Pellissier e il Chievo Verona: dal 2002 alla prima retrocessione

Il 22 settembre 2002 Sergio Pellissier fa il suo esordio in Serie A con la maglia del Chievo e coronerà la stagione 2002/03 con la prima presenza in Coppa Uefa nella gara contro la Stella Rossa. L’anno calcistico si concluderà con i giallo-blu al settimo posto in campionato, posizionamento che negherà alla compagine l’accesso alla Coppa Uefa nella stagione successiva. Nel frattempo, giorno dopo giorno, Pellissier diventa sempre di più un punto fermo del club e ottiene anche il titolo di miglior cannoniere della squadra nella stagione 2004/05 contribuendo al raggiungimento dell’ambita salvezza.

Il campionato 2005/06 sarà probabilmente il migliore della carriera del giocatore poiché, grazie alle sue tredici reti, i veneti si piazzano al settimo posto ma, per via delle sentenze di Calciopoli, disputeranno i preliminari di accesso alla Champions League. Ad un’ottima annata ne seguirà una nefasta nel 2006/07 con il Chievo che retrocede in Serie B. Nonostante la situazione non sia delle più rosee, Pellissier decide di rimanere a far parte dei “Mussi volanti” anche nella serie cadetta conquistando così la fascia di capitano e trascinando con 22 reti la squadra alla vittoria della Serie B e quindi al conseguente ritorno nel massimo campionato italiano.

Sergio Pellissier capitano del Chievo Verona
Sergio Pellissier capitano del Chievo Verona. Fonte: flickr.com, Autore: Jon Candy [CC BY-SA 2.0]

– Il ritorno in Serie A e l’ultima (malinconica) stagione

Nelle tre stagioni successive al ritorno nella massima serie colleziona l’attaccante racimola un bottino di 35 gol (di cui fa parte la tripletta ai danni della Juventus capitanata da Del Piero) e nella stagione 2012/13 raggiunge la trecentesima presenza in Serie A. Nel 2017 segna il gol del decisivo 3-2 in un emozionante derby di Verona contro i “cugini” dell’Hellas e, grazie a quest’ultimo, Sergio Pellissier diventa il marcatore più prolifico nella storia del derby dell’Arena con quattro marcature.

Il 26 settembre 2018, il valdostano raggiunge quota 500 presenze con i giallo-blu, traguardo che certifica quanto ormai Sergio sia ormai una bandiera e una leggenda radicata del club veneto. Purtroppo la stagione 2018/19 è disastrosa: il Chievo retrocede ufficialmente già ad Aprile ma il capitano riuscirà ad andare a segno tre volte contro avversari del calibro di Lazio, Fiorentina e Inter. Proprio la delusione per la retrocessione avrebbe portato il giocatore alla decisione del ritiro come da lui ammesso nella conferenza di addio:

Purtroppo non ce la faccio più a guardare le partite dalla panchina e a non poter entrare in campo per essere insieme alla squadra in un momento così difficile. Da sempre sono abituato a dare il mio contributo e questa retrocessione fa male proprio perché vissuta quasi da spettatore in panchina. Avrei voluto essere in mezzo al campo a lottare anche in queste ultime partite che purtroppo ci hanno portato di fronte al fallimento.

Sergio Pellissier

Il 10 maggio 2019 Sergio Pellissier annuncia il ritiro al termine della stagione ed il Chievo Verona comunica la decisione di ritirare la maglia con il numero 31, destinata a rimanere nella leggenda del club. In una delle sue ultime partite (precisamente il 13 maggio 2019, in occasione di Inter-Chievo) al momento d’ingresso in campo, San Siro rende omaggio all’attaccante con una standing ovation da brividi. Con questo grande riconoscimento si conclude, forse in modo un po’ malinconico, la carriera di uno dei più grandi bomber di provincia degli ultimi venti anni diventato sicuramente il giocatore valdostano più importante nella storia della Serie A.

– La chiamata degli azzurri

Sergio Pellissier viene convocato solamente una volta dalla nazionale italiana. L’unica presenza del valdostano agli ordini del CT Marcello Lippi è datata 6 giugno 2009 e vede il giocatore coronare l’occasione con una splendida rete in semi-rovesciata ai danni dell’Irlanda del Nord portando gli azzurri al punteggio finale di 3-0.

– Il presente di Sergio Pellissier

Subito dopo il ritiro, Sergio Pellissier è diventato il dirigente responsabile del calciomercato e dell’area tecnica del Chievo Verona. A dicembre 2019 ottiene il diploma da direttore sportivo e nel suo primo anno in carica con i clivensi agguanta il sesto posto e quindi i playoff della Serie B. Tuttavia, a causa di ragioni non ben definite, a fine anno si dimetterà.