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Uno degli attaccanti di provincia più ambiti al fantacalcio è sempre stato Miccoli, giocatore tecnico e rapido, capace di portare diversi bonus ai fantallenatori. Il salentino era una vera e propria spina nel fianco per le compagini avversarie, i suoi contropiedi spesso finivano con la palla in rete. Il giocatore nel corso della sua carriera ha vestito numerose maglie tra cui quelle di Fiorentina, Perugia, Juventus, Benfica e Palermo. In quest’articolo racconteremo la storia di Fabrizio Miccoli, il “Romario del Salento”.

Fabrizio Miccoli, soprannominato il Romario del Salento, in forza al Palermo
Fabrizio Miccoli al Palermo. Fonte: www.spazionapoli.it

– La storia di Fabrizio Miccoli: dai tesserini falsi alla Serie B

Fabrizio Miccoli nasce il 27 giugno 1979 a Nardò (in provincia di Lecce) e sin da piccolo mostra un talento superiore alla media: a sei anni i dirigenti del San Donato, la sua prima squadra, falsificano i cartellini per permettergli di giocare con bambini di due anni più grandi. Nel 1992 l’attaccante passa alle giovanili del Milan dove rimane per due anni conquistando un campionato Giovanissimi con ventotto gol all’attivo. In seguito il trequartista torna in Puglia desideroso di giocare con il Lecce, sua squadra del cuore.

Purtroppo i dirigenti leccesi non possono assicurargli un posto stabile in prima squadra e cedono Miccoli al Casarano che lo fa esordire in Serie C1 dove mette a segno otto gol nella prima stagione. L’attaccante continua la propria scalata verso il massimo campionato e nel 1998 viene acquistato dalla Ternana. A Terni il salentino segna in tutto 32 reti in 120 partite spalmate in quattro anni di Serie B.

Miccoli al Lecce
Miccoli al Lecce. Fonte: www.contra-ataque.it

– In viaggio per l’Italia

Dopo la gavetta il “Romario del Salento” è pronto per la Serie A: nel 2002 la Juventus lo acquista e lo gira in prestito al Perugia facendolo debuttare nel massimo campionato. L’attaccante resta solo un anno in Umbria dove ha occasione di conoscere quello che lui stesso descrive come il suo mentore: Serse Cosmi. Il salentino termina la stagione al Grifone con nove reti in campionato e cinque in Coppa Italia diventando anche il capocannoniere della competizione.

In seguito Miccoli fa ritorno a Torino dove a causa dell’elevata concorrenza oltre al rapporto poco roseo con la dirigenza e l’arrivo di Zlatan Ibrahimovic, non riesce a trovare spazio venendo così ceduto alla Fiorentina nel 2004. In Toscana Fabrizio mette a segno 12 reti in 35 partite contribuendo in modo decisivo alla salvezza dei viola, sarà infatti il miglior cannoniere della squadra.

– Esperienza portoghese

Nell’estate del 2005 Fabrizio Miccoli passa in prestito al Benfica, nei due anni portoghesi le sue prestazioni lo rendono un vero e proprio idolo agli occhi della tifoseria lusitana. In maglia rossa l’attaccante riesce a colleziona anche undici presenze e quattro gol in Champions League di cui uno nella storica vittoria ad Anfield Road contro il Liverpool l’8 marzo 2006. Le presenze del salentino in campionato ammontano in tutto a 39 condite da 14 reti e dalla Supercoppa vinta nel 2005. Per Miccoli Lisbona rimarrà la migliore esperienza in tutta la sua carriera:

È stata sicuramente la più bella esperienza della mia carriera. Ho fatto parte di un club unico.

Fabrizio Miccoli

Nonostante i traguardi raggiunti, i continui infortuni e la nostalgia di casa fanno optare il salentino per il ritorno in Italia. Nell’estate del 2007 infatti l’attaccante passerà al Palermo iniziando così il capitolo più importante della sua storia.

Fabrizio Miccoli contro il West Ham
Fabrizio Miccoli contro il West Ham. Fonte: flickr.com, Autore: joshjdss [CC BY 2.0]

– Re di Palermo

Miccoli rimane in Sicilia per sei stagioni e scrive la storia del club entrando di diritto nell’olimpo dei migliori calciatori di sempre in maglia rosa-nero. La prima stagione palermitana è caratterizzata da alcuni infortuni che non gli permettono di imporsi immediatamente e che rimandano la consacrazione definitiva alla stagione 2008/09 dove il salentino diventa capitano e leader tecnico della squadra. Nel 2011, insieme a compagni del calibro di Amauri, Cavani, Pastore e Ilicic, trascina il Palermo fino alla finale di Coppa Italia persa contro l’Inter.

Nonostante la cocente sconfitta grazie ai gol ed alle giocate del salentino la squadra siciliana per due anni consecutivi (2011 e 2012) riesce a qualificarsi per l’Europa League. Miccoli è una macchina da gol: negli anni palermitani totalizza, tra tutte le competizioni, 179 presenze e 81 reti con alcune perle di pregevole fattura come quella realizzata contro il Chievo nel duemiladodici. Il neo-capitano batte diversi record e svetterà nella classifica marcatori rosa-nero di tutti i tempi ed in quella dei più presenti.

– Il coronamento del sogno e la fine della carriera

L’esperienza col Palermo si conclude nel luglio del 2013 e, finalmente, Miccoli riesce a coronare il sogno che aveva da bambino: giocare nel Lecce. Resterà con i conterranei per due stagioni che lo vedranno essere l’uomo simbolo con la fascia di capitano al braccio. L’attaccante non riuscirà però a trascinare i giallo-rossi in Serie B e perderà la finale playoff contro il Frosinone nonostante i 19 gol complessivi in 50 presenze.

Dopo una breve parentesi con i maltesi del Birkirkara, la punta annuncia il ritiro dal calcio giocato il 16 dicembre 2015 concludendo così una carriera di 615 presenze totali e 220 reti con i club dove ha militato. Nel 2010 fonda la scuola calcio per bambini chiamata A.S.D. Fabrizio Miccoli, premiata come la “miglior Società di Calcio – Settore Giovanile” nella stagione 2018/19, che sia questo il futuro del “Romario del Salento”?

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